Differenze tra ETF e fondi comuni - In quale ha senso investire?

Le basi / di Lorenzo Ronchetti

Quali sono i migliori fondi azionari? Quali sono i migliori ETF? Cosa è bene valutare prima di acquistare uno di questi prodotti? E ancora, quali sono i pro e i contro di ciascuno di questi strumenti? 

Tutte ottime domande alle quali un investitore deve far fronte prima di investire i propri risparmi. In questo articolo cercheremo di capire qual è lo strumento che fa al caso nostro e i parametri da valutare nella scelta tra un fondo e un ETF.

Sono numerose le persone che, affacciandosi al mondo degli investimenti, considerano uno tra questi due strumenti come potenziale primo investimento. Entrambi possono essere valide soluzioni, anche se sono strumenti diversi tra loro e con un target di riferimento piuttosto eterogeneo.

wall street

Cos’è un ETF

Partendo dalla definizione di ETF, dall’inglese Exchange-Traded Fund, sono strumenti che vengono scambiati come ad esempio le azioni; quindi, è possibile comprare e rivendere allo stesso modo questi strumenti. Possono dunque essere fatte le stesse operazioni di arbitraggio in termini di posizioni lunghe (in acquisto) o corte (in vendita).

Gli ETF al loro interno presentano un paniere di azioni, generalmente per segmento industriale o aerea produttiva.

Questo significa che diversamente da un’azione singola, in cui posso avere un rischio maggiore, gli ETF consentono di mitigare in maniera molto importante questo rischio avendo al loro interno differenti azioni che ne garantiscono quindi un’importante diversificazione.

Gli ETF, quindi, replicano di fatto un indice di riferimento; per esempio i famosi indici azionari consentono di investire su un paniere di molte società anche eterogenee tra loro e andare a replicare l’intero mercato di riferimento.

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Come si scambiano gli ETF?

Vengono di fatto scambiati sul normale mercato azionario, possono dunque essere acquistati o venduti nel corso di normali sedute di borsa.

Il valore degli ETF e come vengono prezzati

Gli ETF per come sono strutturati seguono il benchmark di riferimento rispetto a quella che è la loro quotazione in borsa, valore dipendente chiaramente dal prodotto replicato come ad esempio un indice azionario.

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I vantaggi degli ETF

Come detto sino ad ora, gli ETF sono strumenti che vanno a replicare altri strumenti e che consentono una grande diversificazione di portafoglio a fronte di investimenti anche minimi. I vantaggi che gli ETF possono portare agli investitori, tuttavia, non sono limitati a tutto ciò. Esistono infatti altri aspetti positivi da evidenziare per quanto riguarda questi strumenti, parametri che un investitore attento guarda in modo molto accurato.

  • passività

Con l’acquisto di un ETF non occorre più selezionare quali titoli includere in un portafoglio, differenza sostanziale ad esempio con i fondi di investimento attivi, i quali scelgono invece in modo mirato quali aziende includere nel loro portafoglio di investimenti, seguendo così una gestione attiva del capitale;

  • Maggiore diversificazione, minor rischio

Come già accennato, con una maggiore diversificazione non può che esserci un minor rischio correlato all’investimento. Oltre a questo aspetto è bene ricordare che il patrimonio degli ETF è autonomo e separato da quello dell’emittente, questo significa semplicemente che se una società emittente dovesse fallire, gli investitori non perderebbero in alcun modo i loro soldi investiti.  

  • liquidità

E’ senza dubbio un altro parametro di fondamentale importanza per un investitore. Questo indicatore è molto importante per capire quanto effettivamente viene scambiato lo strumento in questione; prodotti molto liquidi sono di fatto poco manipolabili anche da investitori istituzionali.

  • commissioni basse

Una componente di primaria rilevanza per gli investitori ad ogni latitudine è senza dubbio la questione commissioni. Queste negli ETF sono estremamente basse, proprio per via della natura stessa dello strumento. Parliamo infatti di uno strumento che non deve essere costantemente aggiustato, rivisito e riposizionato in modo attivo. L’ETF segue piuttosto l’andamento di benchmark al quale fa riferimento. Questo significa di fatto che la gestione dello strumento in questione è totalmente passiva. Spesso gli ETF hanno commissioni annue anche abbondantemente sotto l’1%.

new york stock exchange

Le tipologie di ETF più comuni

Anche per la categoria degli ETF esistono differenti sottocategorie di prodotti che possono essere scelte, in base alla loro tipologia e caratteristiche, da un investitore piuttosto che da un altro. In questo senso le categorie principale alle quali ci affacciamo sono gli ETF ad accumulazione e gli ETF a distribuzione.

  • ETF ad accumulazione

Gli ETF ad accumulazione come suggerisce il nome stesso sono quegli ETF che di fatto consentono di reinvestire le entrate maturate dall’indice stesso nell’ETF in nuovi possibili titoli. Questa tipologia garantisce e consente di avere, tramite lo sfruttamento dell’interesse composto, un notevole vantaggio, anche perché l’investitore non dovrà più in alcun modo preoccuparsi di reinvestire il capitale, evitando anche il pagamento di commissioni costanti per l’acquisto di nuove quote.

  • ETF a distribuzione

A differenza di quelli ad accumulazione invece, consentono di ottenere una rendita passiva derivante dall’investimento detenuto, come ad esempio lo stacco cedolare delle obbligazioni. Sono strumenti più utili a chi cerca un cash flow più costante anche se ancora una volta è bene considerare che questi proventi vengono subito tassati.

toro wall street

Cosa sono i fondi comuni

Quando si parla di fondi comuni di investimento spesso si pensa che questi facciano solo al caso di grossi investitori istituzionali o per persone con grandi capitali, in realtà spesso non è esattamente così.

I fondi comuni raccolgono somme di più risparmiatori e le investono come unico patrimonio in differenti attività finanziarie o immobiliari, cercando di diversificare il più possibile gli assets detenuti limitando così laddove possibile il rischio di default. Esistono differenti tipologie di fondi comuni, da quelli azionari a quelli obbligazionari. I primi sono chiaramente più rischiosi ma anche potenzialmente più redditizi mentre i secondi tendono ad essere incentrati su strumenti meno rischiosi come, ad esempio, i titoli di stato.

Peculiarità dei fondi di investimento

I fondi sono suddivisi in tante piccole quote sottoscritte dai differenti risparmiatori-investitori che garantiscono uguali diritti a ciascun partecipante.

L’attività di investimento può essere svolta dalle società di investimento a capitale variabile dette sicav oppure da quelle a capitale fisso chiamate invece sicaf. La diversità tra queste dovrebbe essere teoricamente piuttosto marcata in quanto un fondo è un patrimonio a sé stante costituito dal denaro dei sottoscrittori mentre sicav e sicaf sono società indipendenti delle quali i sottoscrittori divengono soci con tutti i relativi diritti. All’atto pratico, tuttavia, sia fondi sia sicav e sicaf svolgono la stessa tipologia di attività.  

borsa italiana

I vantaggi dei fondi di investimento

Quando si tratta di scegliere uno strumento piuttosto che un altro è sempre bene valutare pro e contro delle scelte fatte. La gestione del patrimonio del fondo stesso è in mano a professionisti del settore finanziario che impiegano al meglio le loro conoscenze e competenze per massimizzare i profitti, diversificando le scelte di investimento.

Spesso i fondi di investimento subiscono un grande controllo da parte di società sia pubbliche sia private quali ad esempio la Banca d’Italia e società di revisione.

fondi comuni di investimento

Gli svantaggi dei fondi di investimento

Anche se ottimi strumenti finanziari utili a diminuire il rischio all’interno del portafoglio, i fondi comuni presentano alcuni svantaggi, che vanno tenuti in considerazione prima di un investimento.

  • componente umana

La componente umana che si occupa dei processi decisionali atti alla scelta delle migliori società da includere tra gli assets del fondo ha chiaramente il risvolto negativo legato alla componente umana stessa e ai possibili errori in cui un uomo può incorrere;

  • poca trasparenza del sottostante

Gli strumenti nei quali vengono investiti i soldi dei risparmiatori sono spessi rischiosi e complessi, talvolta poco trasparenti, facile infatti comprendere che più uno strumento si complica più diventa difficile da gestire e spesso si perdono soldi.

  • costi elevati

I costi dei fondi sono spesso estremamente alti, specie se confrontati con i costi degli ETF a replica passiva. I motivi e le ragioni di questi costi sono svariati. In primo luogo il costo dei professionisti che lavorano nel fondo stesso, e le commissioni che il fondo si prende nel tentativo di battere il mercato, il benchmark di riferimento.

  • parte burocratica complessa

Spesso la parte burocratica legata agli statuti dei fondi è così complicata da non riuscire a comprendere il modo in cui il fondo andrà ad operare. Sono spesso poco trasparenti, anche nel giustificare le scelte di un investimento rispetto ad un altro, il conflitto di interesse con grossi investitori istituzionali o altre banche infatti esiste eccome, e all’investitore non è dato sapere molto spesso.

  • rendimenti bassi

Spesso sono più bassi dei livelli del benchmark di riferimento che si può, al contrario, replicare con un classico ETF.

  • difficile disinvenstimento

Il disinvestimento dei fondi che non sono quotati può richiedere moltissimo tempo e fatica a causa della scarsa liquidità del fondo. Diversamente da strumenti molto liquidi per i quali è semplice vendere le proprie posizioni in qualunque momento, per i fondi, specie quelli non quotati, questo processo non è spesso banale e può richiedere molto tempo e un percorso articolato e faticoso.

grafico trading

Conclusioni

Gli ETF sono strumenti semplici che replicano in modo fedele l’andamento di un determinato settore, presentano costi di gestione molto bassi in quanto la gestione è completamente passiva e consentono di replicare un benchmark di mercato. Ne esistono di varia natura e l’acquisto di tali strumenti non è subordinato all’investimento di enormi cifre di partenza. Sono infine molto liquidi il che rende semplice la compravendita degli stessi.

Dall’altro lato i fondi sono strumenti molto più complessi, spesso non si è in grado di comprendere a pieno il perché e le ragioni di alcuni investimenti, sono più costosi in quanto la gestione attiva che viene fatta è chiaramente da pagare. Inoltre, i rendimenti si rivelano spesso molto più bassi del previsto, talvolta sotto i livelli di benchmark di riferimento che i fondi attivi cercano di battere ogni anno.

Esistono tuttavia fondi che performano di più, o molto di più rispetto ad un dato benchmark di riferimento, sono casi sporadici e spesso non continuativi nel tempo.

In conclusione, gli ETF sono di fatto strumenti adatti a tutti per via delle loro caratteristiche di semplicità e versatilità, i fondi d’altro canto vanno ben ponderati, possono essere uno strumento interessante per chi possiede grosse somme di denaro e liquidità e vuole decidere di investire in un prodotto potenzialmente più redditizio, nonostante il rischio maggiore che ne deriva.

Se vuoi approfondire ulteriormente questi temi, ti suggeriamo questo articolo di VanEck: Cos’è un ETF? – VanEck