Come investire in oro - le migliori modalità per investire in oro

Finanza / di Paolo Bianchi

Da millenni l’oro è simbolo di ricchezza ed ancora oggi, in ambito di investimenti, mantiene la fama di bene rifugio per eccellenza.

Alla forma più tradizionale di investimento in oro fisico si sono affiancate, dal secolo scorso, forme di investimento nuove e diverse: il cosiddetto oro finanziario.

Questo ha portato molte più perplessità negli investitori che, se in passato avevano solo un modo per investire nell’oro, ora hanno una serie di strumenti anche piuttosto complessi tramite cui farlo.

Ma quindi “Come è possibile investire in oro?”, “Ha senso investire in monete d’oro?”, “Come investire in etf legati all’oro?”. 

Un utile criterio per classificare le principali modalità esistenti di investimento in oro è fornito dal Chief Analyst Carlo Alberto De Casa nel suo I segreti per investire con l’oro (Hoepli, 2018). De Casa distingue anzitutto tra modalità dirette, che si declinano poi in investimenti in oro fisico, conti metallo, ETF/ETC, Future, CFD, operazioni a termine, etc. e modalità indiretta, ovvero tramite azioni di aziende del settore estrattivo.

Andiamo quindi ad approfondire ognuna di queste forme d’investimento.

come investire in oro

Investimento in oro fisico

L’investimento tramite acquisto e detenzione di lingotti, monete, placchette, gioielli e medaglie è certamente la forma più immediata: la prima che ci viene in mente.

Questa, tuttavia, presenta delle criticità e dei rischi che il buon investitore deve considerare con molta attenzione.

Anzitutto la detenzione in un posto sicuro, com’è ad esempio una cassetta di sicurezza in banca, prevede dei costi, a cui vanno sommati anche quelli di assicurazione. C’è poi un rischio legato alla difficoltà di rimettere sul mercato il metallo al prezzo desiderato.

Chi compra oro fisico deve anzitutto verificare la qualità dello stesso e quindi scegliere un luogo sicuro dove custodirlo, considerando anche fattori politici, legislativi, giurisdizionali, fiscali e doganali.

Oltre alle normali commissioni di negoziazione nel caso dell’oro fisico va tenuto conto anche delle spese di custodia, pari a circa lo 0,1-0,2% all’anno nel caso di quantità importanti, ma che vanno naturalmente ad aumentare in termini di incidenza al diminuire dell’oro detenuto.

Un modo è quello di acquistare e conservare monete da investimento. Per questo genere di investimento bisogna considerare che le spese di coniazione fanno incrementare il costo del metallo, rispetto alla quotazione teorica dell’oro, di un buon 4-8%.

È vero, d’altra parte, che alcune monete d’oro, se antiche o rare, hanno anche un valore numismatico che prescinde da quello intrinseco del metallo. Ma qui entreremmo nel mondo del collezionismo e non in quello dell’investimento puro in metalli preziosi. Inoltre, la necessità di certificare l’autenticità della moneta rappresenta un costo ulteriore.

Sono inoltre prodotti dei lingottini e lingotti in oro che vanno da 1 grammo a crescere. Ma anche in questo caso, come per le monete da investimento, i costi di produzione vanno a determinare prezzi finali maggiori rispetto alla quantità di oro in sé. L’incidenza percentuale di tali costi decresce al crescere del peso del lingotto. Vi è inoltre un rischio qualitativo legato alla possibilità che i lingotti contengano anche del tungsteno, un metallo che per caratteristiche fisiche e in particolare per il peso specifico molto simile a quello dell’oro (19,25 grammi per centimetro cubo del tungsteno contro i circa 19,32 grammi dell’oro) risulta insidioso in tale senso.

monete d'oro

Conti metallo denominati in oro: allocated e unallocated

Questi conti, simili ai tradizionali conti correnti, sono denominati in oro. Si distinguono tra allocated e unallocated: nel primo caso l’intestatario è detentore di lingotti precisamente identificabili tramite il codice numerico stampato sugli stessi, nel secondo caso, invece, l’intestatario risulta proprietario di una quantità determinata di lingotti, ma essi non sono identificabili in modo specifico tramite codice univoco.

Nel primo caso può essere tuttavia lasciato il lingotto in custodia presso il rivenditore stesso, in cambio di un certificato di deposito. Così è evitata la consegna fisica dell’oro, che si porterebbe dietro tutte le problematiche esposte nel paragrafo precedente.

Nel secondo caso l’intestatario non può, di norma, richiedere la consegna dell’oro fisico a meno del pagamento di una commissione.

lingotti oro

ETF e ETC

Con ETF (Exchange Traded Fund) si intendono strumenti di investimento negoziati sui mercati regolamentati che replicano, quasi fedelmente, il sottostante cui fanno riferimento, in gergo definito benchmark.

Gli ETF relativi alle materie prime, qual è l’oro, sono definiti ETC (Exchange Traded Commodity).

Il primo ETF relativo al nostro nobile metallo fu lanciato in occasione del World Gold Council del 2004 e denominato Streettracks Gold ETF, poi ribattezzato SPDR Gold Trust.

Il lancio di questo strumento fu subito un successo, principalmente per due ragioni: la facile correlazione diretta alla materia prima aurea e il taglio minimo d’investimento molto basso. Dal momento che chi emette tale strumento finanziario dovrebbe in pratica coprire l’emissione con una detenzione di corrispondente oro fisico, questo strumento rappresenta una sorta di azione aurea.

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Future

Con i future due parti si assumono l’impegno a scambiarsi tra loro, in una data futura, una determinata quantità di sottostante (oro, nel nostro caso) ad un prezzo prefissato. è una forma di contratto derivato. all’atto del contratto è richiesto un deposito iniziale, definito margine, che deve essere adeguato ogni giorno in base alle oscillazioni del prezzo. ciò che rimane costante, quindi, è la percentuale del deposito iniziale rispetto al valore della quantità stabilita.

Ciò che influenza il prezzo del contratto sono, quindi, le aspettative future sul valore, i tassi di interesse, i costi di custodia del sottostante e quelli di assicurazione.

monete oro

Spread betting

È una sorta di scommessa finanziaria in cui il trader punta una cifra su ogni punto di incremento (o di decremento) delle quotazioni. Questa tipologia di investimento – del tutto simile a una scommessa da gioco d’azzardo – non è consentita in Italia. È al contrario consentita in UK dov’è lecita ed esente da capital gain.

Opzioni: call e put

Si tratta di un contratto che conferisce all’acquirente, a fronte di un corrispettivo denominato premio, la possibilità di esercitare alla scadenza il diritto di comprare o vendere una quantità di oro prefissata, ad un prezzo stabilito.

Nell’opzione call è permesso di comprare una determinata quantità di metallo a un prezzo prefissato, nella opzione put di venderlo. Quindi il valore dell’opzione call tenderà a salire con l’aumento del prezzo dell’oro e viceversa. Per l’opzione put vale la logica opposta.

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Fondi di investimento specializzati in oro

Sono fondi comuni specializzati in investimenti con prodotti strettamente legati all’oro. Il vantaggio è naturalmente nella maggiore diversificazione del rischio rispetto all’investimento in uno strumento singolo. Al loro interno questi fondi possono infatti includere strumenti differenti, per cui vanno valutati caso per caso e con molta attenzione. Bisogna inoltre tenere conto dei costi della commissione e del premio di gestione.

fondi comuni di investimento

Tra le modalità di investimento indiretto, invece, troviamo:

Investimenti tramite aziende legate al settore estrattivo

Una forma di investimento indiretto in oro è offerta dalla possibilità di acquisto di azioni di emittenti impegnate nell’attività di estrazione del prezioso metallo. Le quotazioni di tali titoli sono infatti di norma positivamente correlate all’andamento del prezzo della materia prima.

Tale correlazione non è tuttavia netta ed esatta, per una serie di ragioni. Anzitutto perché tali aziende non necessariamente estraggono solo oro, ma anche altri metalli, come ad esempio il rame. Inoltre, è evidente che l’andamento di un titolo azionario è agganciato a diverse variabili interne ed esterne all’azienda stessa, che possono prescindere totalmente o quasi dall’andamento della materia prima.

In conclusione, risulta evidente che le possibilità di affidare i propri capitali o risparmi alle virtù del prezioso metallo sono molte e varie. Avremo modo di approfondire modalità, vantaggi e rischi e di analizzare dinamiche registrate in passato in prossimi articoli dedicati a questo importante bene rifugio.

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Conclusioni

Come abbiamo visto ci sono tante modalità tramite cui investire in oro.

Ognuna ha le sue peculiarità e i suoi punti di debolezza ma, sicuramente, non esiste una via migliore tra tutte per farlo, dovendo seguire prima gli obiettivi strettamente personali di un investitore e tanti altri fattori che influiranno nella scelta.

Se vuoi approfondire ulteriormente questi temi, ti suggeriamo questo articolo di VanEck: Investire in oro – VanEck

Voi investite in oro? Tramite che strumento lo fate?