Cosa sono i fondi di Venture Capital e quali sono le differenze con i fondi di Private Equity

A cura di Marco Zorzo

Quando si parla di Startup sovente viene citato anche il termine “Venture Capital”, ma di cosa si tratta? Che ruolo hanno nella vita di una Startup? È utile osservare i loro movimenti?

In questo articolo andremo a spiegare cosa sono i fondi di Venture Capital, come operano e quali sono le differenze principali con i fondi Private Equity.

Cos’è il Venture Capital

La National Venture Capital Association e la European Venture Capital Association (le associazioni di categoria americana ed europea) definiscono così il Venture Capital: “money provided by professionals who invest alongside management in young rapidly growing companies that have the potential to develop into significant economic contributors”

Il Venture Capital è quindi una forma di investimento di medio-lungo termine in imprese non quotate che dimostrano un grande potenziale di sviluppo e crescita (high grow companies) e che si trovano nella fase iniziale del loro ciclo di vita (Startup o talvolta anche aziende nemmeno esistenti, le c.d. paper company). L’investimento viene prevalentemente effettuato da investitori istituzionali con l’obiettivo di ottenere un profitto dall’exit dell’investimento.

L’attività di VC non comporta solamente l’apporto del capitale di rischio, ma comprende anche diverse attività connesse e strumentali alla realizzazione dell’idea imprenditoriale. Ad esempio, lo stesso fondo è in grado di apportare il proprio know-how all’interno dell’attività della società, o la conoscenza di figure che posso portare beneficio all’azienda, in termini di concessione di finanziamenti, partnership strategiche, ecc…

Il ciclo di vita di una startup

Il ciclo di vita (e finanziamento) di una Startup è definito dalla “Hockey-stick curve” ed è caratterizzato delle seguenti fasi:

  1. Seed financing: è la fase di sviluppo inziale dove c’è la necessità di sostenere la crescita del prodotto e valutare le effettive potenzialità di commercializzazione.
  2. Startup: il capitale raccolto in questa fase è allocato con lo scopo di valutare i risultati ottenuti nella prima fase. Di solito avvengono i test, anche di fase avanzata, del prodotto o del servizio oggetto dell’investimento.
  3. Early Development: è la fase di sviluppo iniziale dove si effettuano numerose analisi di mercato e sensitivity.
  4. Expansion: il mercato di sbocco del bene/servizio è stato testato con risultati positivi. Si delineano i vari obiettivi principali e gli ulteriori investimenti necessari.
  5. Profitability: le vendite crescono e si riduce il rischio industriale. Il capitale necessario in questa fase è dovuto alla costituzione della struttura industriale e commerciale necessaria a sostenere i volumi di business pianificati.
  6. Growth: ora l’impresa è potenzialmente in grado di sostenere la propria crescita tramite autofinanziamento. Inizia in questa fase a delinearsi la possibile exit per il VC.
  7. Mezzanine o Bridge: il capitale ricevuto è dedicato al sostenimento della forte crescita dell’impresa fino alla quotazione o cessione.
  8. Cash-Out: in quest’ultima fase gli investitori iniziali riescono a liquidare la propria posizione e monetizzare l’investimento.

Il mercato del Venture Capital

USA

La prima società di VC, American Research and Development, è nata nel 1946 negli Stati Uniti. Ci sono voluti poi più di 50 anni per sviluppare volumi importanti mossi dai fondi di VC, il cui primo picco viene registrato nei primi anni 2000, ma è solo dopo la crisi del 2008 (grazie anche alla riduzione dei tassi) che iniziò una vera e propria “migrazione” verso il mondo del Venture Capital.

Alla fine del 2021, gli investimenti in Venture Capital hanno raggiunto negli USA un valore intorno ai 330 $’mld, più del doppio rispetto ai volumi registrati nei due anni precedenti, intorno ai 150 e 160 $’mld.

Europa e Italia

In Europa il mercato del VC è ovviamente più ristretto rispetto a quello USA (l’Europa investe in aggregato circa ¼ degli USA), ma negli ultimi 10 anni si è registrato un importante trend rialzista.

Il limite maggiore individuabile nel sistema Venture Capital europeo è lo scarso sviluppo di un ecosistema che consenta a società VC-backed di scalare, avendo accesso a fondi di dimensione adeguata a supportare round di finanziamento significativi. Questo è quindi uno dei principali motivi alla base di un ridotto numero di “unicorni” (termine con il quale si indicano le startup che hanno una valutazione superiore al miliardo di dollari) in Europa rispetto ad altre aree del mondo.

In Italia il volume degli investimenti sta vivendo una forte espansione negli ultimi anni, il 2021 si è chiuso con 334 operazioni per un ammontare totale di 1,243 €’mld, in crescita del 118% rispetto ai 569 €’mln del 2020. Il primo semestre 2022, invece si è chiuso con 172 operazioni (+12%) per un totale di 957 €’mln, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2021.

Di seguito sono riportati 5 tra i più grandi fondi di VC al mondo per capitale in gestione:

Come funziona un fondo di VC

Come già anticipato, queste tipologie di investimenti non trattano solamente la parte “finanziaria” ma hanno lo scopo di fornire un supporto manageriale e strategico alla gestione dell’impresa. Al fine di gestire i diversi rischi e consentire un efficace sviluppo dell’investimento, si sono formate strutture di investimento adeguate che consentono di incentivare la raccolta e allocare correttamente obblighi e diritti gestionali.

In una struttura così descritta, i singoli investitori sono soci limitatamente responsabili del fondo, la società di gestione risulta indipendente rispetto al fondo e gli eventuali creditori particolari degli investitori non possono rivalersi né sul patrimonio del fondo né su quello della società di gestione.

Una struttura di questa tipologia è necessaria a seconda della specificità degli investimenti in VC, i quali per volumi richiesti e professionalità necessarie non possono essere supportati da solamente singoli soggetti o da istituzioni finanziarie non dedicate.

Le differenze con il private equity

Le differenze esistenti tra Venture Capital e Private Equity sono numerose ma l’obiettivo primario è lo stesso, ovvero quello di partecipare al percorso di sviluppo di imprese promettenti. Il target di imprese in cui investono è diverso:

  • Il Private Equity si riferisce a tutte le operazioni effettuate da investitori istituzionali in aziende già mature e che hanno una storia consolidata alle spalle, (tipicamente con fatturato tra i 50 e i 250 €’mln) le quali hanno bisogno di partner finanziari per attuare una ristrutturazione, un cambio di proprietà o di strategia, implementando ad esempio nuovi piani di sviluppo.
  • Il Venture Capital tratta invece operazioni effettuate da investitori istituzionali verso startup e PMI innovative che stanno attraversando una fase di espansione. Queste società possono presentare anche ricavi risicati o nulli, ma i fondi di VC non hanno come metro di valutazione principale la salute finanziaria della società.

Alcune delle più grandi operazioni

Nel Venture Capital, il rischio dell’investimento è molto alto e i rendimenti seguono il principio di Pareto: l’80% dei successi deriva dal 20% delle operazioni. Per questo tutti i più grandi fondi di VC investono sapendo che subiranno ingenti perdite per ottenere alcuni grandi successi.

Nell’immagine seguente si riportano 25 tra le più grandi exit mai fatte da fondi di VC.

3 di queste sono: Whatsapp, Facebook e Snapchat.

  • Whatsapp:

L’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook nel 2014 per un importo pari a 22 $’mld è tuttora una delle più grandi acquisizioni private di una società partecipata da un VC.

Il successo del fondo di VC, Sequoia Capital è stato basato sulla sua partnership esclusiva con i fondatori di WhatsApp, Brian Acton e Jan Koum. Questo è effettivamente un caso particolare, di solito all’interno di Startup del calibro di WhatsApp sono presenti più di un fondo di VC, sia per una questione di capitali che per diversificazione.

WhatsApp e Sequoia Capital hanno seguito una strategia diversa: Sequoia è stato l’unico investitore nel round di serie A di WhatsApp da 8 $’mln nel 2011, che ha valutato la società 78,4 $’mln. Inoltre, Sequoia è stato l’unico investitore anche nel successivo round di Serie B, e quando Facebook ha acquisito WhatsApp per 22 $’mld, Sequoia aveva investito un totale di 60 $’mln per circa il 18% della proprietà. Al closing del deal la loro quota valeva più di 3 $’mld, un ritorno complessivo di circa 50 volte.

  • Facebook:

L’IPO da 16 $’mld di Facebook con una valutazione pari a 104 $’mld è stata un enorme successo per i primi investitori Accel Partners e Breyer Capital. Le aziende hanno guidato un round di serie A da 12,7 $’mln nel 2005, prendendo una quota del 15% in quello che allora è stato chiamato “Thefacebook”. Al momento dell’investimento, la società aveva una valutazione di 87,5 $’mln (che all’epoca era considerata folle).

Nel 2006, tra un’elevata crescita degli utenti e ricavi, diverse aziende hanno preso parte al round di serie B di Facebook: Founders Fund, Interpublic Group, Meritech Capital Partners e Greylock Partners hanno sostenuto un round da 27,5 $’mln, che ha portato la valutazione di Facebook a 468 $’mln. Anche dopo aver venduto 500 $’mln in azioni nel 2010, la partecipazione di Accel valeva 9 $’mld quando Facebook si è quotata nel 2012, dando alla fine ad Accel Partners un enorme ritorno sul suo investimento. Questa scommessa ha reso il fondo IX di Accel uno dei fondi di VC con le migliori prestazioni di sempre. 

  • Snap Inc:

Quando Snap Inc. (Snapchat) si è quotata nel marzo del 2017 con una valutazione di 25 $’mld, è stata la seconda valutazione più alta all’exit da qualsiasi società di social media e messaggistica dal 1999.

A quel tempo, la partecipazione detenuta dalla società di VC Benchmark Capital Partners valeva circa 3,2 $’mld. L’IPO ha anche concluso una serie di accordi per Lightspeed Venture Partners, il cui investimento di circa 8 $’mln è cresciuto fino a valere 2 $’mld.