Come investire 50.000 euro nel 2022? Dove investire 50.000 euro

A cura di Lorenzo Ronchetti

Molto spesso quando si parla di investimenti si pensa che solo le persone dotate di grande liquidità possono effettivamente entrare a mercato potendo guadagnare cifre importanti, la verità è che investire è un modo per le persone normali con redditi normali di accrescere il proprio capitale. Talvolta dopo qualche anno e un piano ben studiato non è impossibile arrivare ad avere qualche decina di migliaia di euro da destinare agli investimenti.  A quel punto è bene capire come impostare una strategia di investimento adatta alla propria situazione. Vediamo in questo articolo di toccare tutte le tematiche più rilevanti di quando si tratta di investire in maniera sistematica e costante, cercando di massimizzare le rendite minimizzando il più possibile le perdite. 

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Che tipo di investitore sei?

Forse la prima domanda da porsi quando si tratta di investire i propri risparmi riguarda la comprensione di quale tipo di investitori siamo e in quale categoria rientriamo in quanto tali. Cerchiamo quindi di fare chiarezza circa alcuni parametri sicuramente da valutare e tenere in considerazione.

L’orizzonte temporale di investimento e il rischio connesso

Il primo step è comprendere l’orizzonte temporale che abbiamo di fronte a noi, questo inficerà anche sul rischio che decidiamo di prendere nell’impostazione del nostro portafoglio. In questo senso la tipologia di strategia di investimento che andremo ad impostare sarà diversa in base alla nostra età. Un orizzonte temporale estremamente lungo consente infatti di esporsi maggiormente, di prendersi rischi maggiori e di essere talvolta consapevoli che sarà possibile avere perdite importanti nel breve o medio periodo, tutti parametri che dobbiamo essere in grado di mettere in conto e pensare di essere in grado di gestire. Una persona già adulta, con una situazione familiare già avviata, con più responsabilità e un orizzonte temporale minore, infatti, sceglierà un profilo differente di rischio, tenderà infatti ad essere magari più conservativo, adottando un approccio agli investimenti che limiti la volatilità e includa solo alcuni strumenti per investire.

La scelta degli strumenti

  • Azioni

Una volta fatta la doverosa premessa legata all’orizzonte temporale, è bene tenere a mente quali sono gli strumenti da avere in portafoglio. Ancora una volta dipende molto dal profilo di rischio, dall’orizzonte temporale e da quanto effettivamente un soggetto decide di monitorare in maniera attiva i propri investimenti e le proprie posizioni attive sul mercato.
Per una tipologia di investitore giovane e con una propensione al rischio piuttosto alta, lo strumento immancabile in portafoglio sono sicuramente le azioni. Senza dubbio uno degli strumenti più volatili in assoluto che però tuttavia possono dare anche grandi rendimenti. Ancora una volta per un orizzonte temporale con un approccio di questo tipo deve essere almeno di una decina di anni altrimenti potrebbe non essere possibile recuperare da eventuali crolli.

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  • ETF

Gli ETF sono sicuramente un’altra classe di strumenti estremamente utile, in un certo senso per tutte le tipologie di investitori. Consentono di diversificare e di mitigare il rischio allo stesso tempo, investendo in panieri di titoli. Anche tra gli ETF ne esistono alcuni più rischiosi di altri, dipende sempre dalla tipologia di aziende presenti nello strumento stesso, dall’area geografica di riferimento e dal settore in cui si opera.
Ancora una volta dipende molto dalla quantità di rischio che ogni investitore decide di prendersi, ad esempio un investitore molto conservativo potrebbe andare ad acquistare un ETF che va a replicare indici volatili ma comunque molto sicuri, su mercati e settori consolidati. Un investitore che sceglie invece di acquistare un ETF più rischioso ma potenzialmente anche più redditizio potrebbe fare un acquisto su ETF che operano in settori promettenti, in forte crescita ma con un potenziale rischio al ribasso maggiore. In questi termini settori tipo potrebbero essere quelli legati a settori quali cloud, cybersecurity o intelligenza artificiale.

  • Obbligazioni

Anche la componente obbligazionaria potrebbe essere sicuramente tenuta in considerazione da alcuni investitori molto conservativi, in quanto i rendimenti oggi sono molto bassi e la quantità di capitale da vincolare e investire è piuttosto cospicua. Sicuramente con l’aumentare dell’età e la diminuzione alla propensione al rischio questa asset class andrebbe tenuta in considerazione, in quanto di base investimento sicuro. 

  • Commodities

Tutta la sezione di materie prime è alle volte piuttosto complessa, in quanto spesso questi strumenti vengono utilizzati da speculatori nelle varie fasi di mercato. Detto questo esistono degli ETC ad hoc per investire in metalli preziosi, come ad esempio l’oro, uno dei beni rifugio per eccellenza, che nei vari cicli di mercato è in grado di fornire ottimi rendimenti e protezione. Inoltre, con una componente in commodities si va a diversificare ulteriormente il portafoglio e a mitigare quelli che sono i rischi connessi alla ciclicità di mercato. Anche in questo caso una piccola quota del proprio portafoglio potrebbe essere destinata a questa specifica asset class in tutte le tipologie di portafoglio, sia per quelli di persone più giovani sia per investitori più navigati e con orizzonti di tempo inferiori.

  • Azioni singole e dividendi

La parte più divertente dell’investire, ma alle volte anche quella più dolorosa, è quella dell’investire in singole azioni. Si tratta in questo caso di investimenti rischiosi perché specifici rispetto legati ad una unica determinata specifica realtà. Diversi i parametri da guardare in questi casi: dal settore, ai multipli di mercato fino alla diversificazione a livello di quali business sono coinvolti nel portare profitto alla società in essere. Le azioni che garantiscono un dividendo vengono spesso preferite dagli investitori cosiddetti “cassettisti”, ovvero coloro i quali sono disposti a detenere un titolo per lunghi periodi con l’intento di raccogliere i dividendi che il titolo in questione ha da offrire. È sempre comunque bene stare attenti alla tassazione in questi casi dal momento che i dividendi di società americane subiscono una doppia tassazione in quanto tassati in due paesi differenti, quindi potrebbe risultare poco conveniente.

  • Strumenti derivati e opzioni

Questa categoria di asset class è in realtà utile e proficua solamente quando si opera nel mercato da anni e si sa cosa si sta facendo, si sa come si opera e si conoscono i rischi legati a tale tipologia di strumento e ci si copre a dovere tramite l’hedging. Strumenti di questo tipo sono infatti estremamente complessi ed è spesso molto difficile riuscire a comprenderne l’andamento in quanto i sottostanti sono talvolta estremamente volatili. In un portafoglio per investitori retail con un orizzonte temporale lungo e comunque non particolarmente esperti è sempre meglio evitare di scoprirsi tramite l’utilizzo di strumenti a derivati molto a leva, in quanto la possibilità di perdere soldi è reale e concreta.

  • Cash

In ogni portafoglio che si rispetti deve necessariamente essere presente una componente di liquidità in grado di dare la possibilità di entrare in nuove posizioni e acquisire nuovi investimenti. Chiaramente la percentuale di liquidità di un portafoglio dipende molto dalle fasi di mercato e dalla tipologia di prodotto che si vuole andare ad acquistare, oltre che chiaramente alla componente di rischio individuale e l’orizzonte di tempo.

propensione al rischio e strategia di investimento

Considerazioni generali e conclusioni

Quando si investe andrebbe prima cosa compresa la propria individuale propensione al rischio e il proprio orizzonte di tempo. Senza dubbio la scelta degli strumenti che verranno inclusi in portafoglio dipende in maniera importante da questi due fattori e parametri. In ogni caso, prima di iniziare ad investire nei mercati finanziari, si devono aver chiare in mente le seguenti cose:

  • a quanto ammonta la reale disponibilità che possiamo investire
  • qual è il nostro reddito
  • quale percentuale di esso vogliamo destinare in ottica futura.

La tipologia di operatività è altrettanto importante, se un investitore vuole eseguire differenti operazioni sarà bene scegliere un determinato broker che consenta di limitare il più possibile le commissioni e dovrà tenere in conto di rimanere aggiornato con il mercato in modo sempre attivo e partecipe, mentre un investitore con un orizzonte di lungo periodo e con una bassa operatività in termini di frequenza, che intende accumulare ma non vendere le proprie posizioni non appena sono in profitto, sarà in grado di stare più tranquillo e accumulare nel tempo parte del proprio introito da lavoro. Diversi sono quindi i parametri da tenere in considerazione. Senza dubbio la strategia di investimento è molto importante e conviene averla chiara fin da subito, in quanto aggiustarla è sempre possibile ma è anche bene essere consapevoli che se si parte sapendo in quale ottica andare ad investire sarà molto più semplice sostenere mentalmente le fasi di crollo del mercato. In ogni caso alla base di ogni decisione di investimento la componente dell’educazione non può che essere presente e predominante, in quanto l’unico fattore in grado di evitare di far perdere soldi nel lungo termine è la conoscenza dei mercati e delle forze in gioco che regolano l’ordine e l’andamento delle borse. Sebbene non sia possibile prevedere il futuro è comunque possibile mitigare il più possibile i rischi e le perdite. Il portafoglio ottimale per tutti dunque non esiste ed è necessario fare le dovute considerazioni e i giusti ragionamenti prima di iniziare ad investire in quanto in tal modo si potranno avere dei buoni ritorni economici e delle buone soddisfazioni future, riuscendo comunque a dormire sonni tranquilli.