I 10 migliori film sulla finanza e investimenti 2022

Guide / di Marco Zorzo

Vuoi trovare un modo per passare una serata imparando?

Ti chiedi sempre quali possano essere i migliori film sulla finanza ma non hai mai trovato una guida efficace e esaustiva?

Bene, di seguito troverai 10 film + 1 che ti permetteranno di conoscere un mondo che appare spesso troppo lontano e distorto, aiutandoti magari a comprendere meglio l’universo degli investimenti.

Per gli appassionati di finanza e mercati finanziari esistono una moltitudine di film, anche se sovente romanzati, con cui si possono affrontare diverse tematiche o rivivere eventi storici realmente accaduti.

Detto questo vi auguriamo una buona visione!

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Equity (2016)

La protagonista è Naomi Bishop, un’esperta di IPO in un’importante banca d’investimento che combatte per ottenere una promozione nel competitivo mondo di Wall Street.

La sua mossa vincente è l’ottenimento del mandato per la quotazione in borsa di una nuova compagnia di cyber security che, sembra, rivoluzionerà la rete e la concezione degli utenti riguardante la propria privacy sul web.

La donna è costretta ad affrontare le opposizioni dei colleghi e del cliente, ma le cose cambiano, però, quando tramite una vecchia amica che ora ricopre il ruolo di investigatrice del dipartimento federale anti-frode, scopre che potrebbero esserci problemi molto più grossi nascosti sotto la superficie: lo scandalo finanziario è più vicino di quanto sembra.

equity (2016)

1 km da Wall Street (2000)

Dopo aver abbandonato gli studi al Queens College, Seth Davis entra a far parte della ristretta cerchia dei ragazzi della ‘boiler room’ della J.T. Marlin, i dipendenti delle società di brokeraggio che si trasformano in miliardari dall’oggi al domani, rifilando azioni per telefono a ignari compratori.

Ambiziosi ed esaltati, in cambio del loro lavoro essi ricevono soldi, potere, ville, macchine di lusso. Seth vuole due cose dalla vita: guadagnare due milioni di dollari ed il rispetto del padre perennemente deluso da lui. La sua unica possibilità è entrare nella società di brokeraggio ‘J.T. Marlin’. Ma quando le cose sembrano andare per il meglio, Seth comincia a chiedersi cosa fa realmente muovere i soldi all’interno della società.

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Inside Job (2010)

Inside Job è un documentario suddiviso in cinque capitoli; si inizia esaminando come il mercato finanziario dell’Islanda sia stato fortemente liberalizzato nel 2000 e le conseguenze della privatizzazione delle sue banche.

Quando Lehman Brothers fallì e AIG crollò, l’Islanda e il resto del mondo entrarono in una recessione globale, e alla conferenza annuale della Federal Reserve nel 2005, Raghuram Rajan, allora capo economista del Fondo Monetario Internazionale, aveva messo in guardia dai crescenti rischi nel sistema finanziario e aveva proposto politiche per ridurli.

L’ex segretario al Tesoro degli Stati Uniti Lawrence Summers, invece, aveva definito gli avvertimenti “fuorvianti” e Rajan stesso un “luddista“. Tuttavia, a seguito della crisi finanziaria del 2007-2008, i punti di vista di Rajan sono stati considerati premonitori ed è stato ampiamente intervistato per questo film.

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Il gioiellino (2011)

La Leda è una grande impresa agro-alimentare ramificata nei cinque continenti, quotata in Borsa, in continua espansione verso nuovi mercati e nuovi settori: un vero “gioiellino” secondo il suo fondatore e proprietario, Amanzio Rastelli.

Quest’ultimo ha messo ai posti di comando i suoi parenti più stretti: il figlio, la nipote, più alcuni manager di provata fiducia, malgrado i loro studi si fermino al diploma in ragioneria.

Un management inadeguato ad affrontare le sfide che pone il mercato porta ad accrescere l’indebitamento, sempre di più. Non basta falsificare i bilanci, gonfiare le vendite, chiedere appoggio ai politici, accollare il rischio sui risparmiatori attraverso operazioni di finanza creativa sempre più ardite, la voragine è diventata troppo grande e si prepara a inghiottire tutto.

Il gioiellino

The banker (2020)

Negli USA anni 50, due uomini di colore decidono di fare breccia nel mercato finanziario del loro Paese acquisendo delle proprietà immobiliari in alcune zone della California fino a quel momento popolate di soli bianchi.

C’è però un piccolo problema: nessuno dell’establishment vorrà mai fare affari con dei neri, tocca quindi inventarsi qualcosa, soprattutto considerando il fatto che la coppia vuole acquisire una banca che consenta loro di elargire prestiti alla comunità nera.

La soluzione che i due adottano è quindi assumere Matt Steiner, un impiegato rigorosamente bianco, affinché finga di essere il capo. Per non abbandonarlo al suo destino di ogni giorno, i due veri boss si organizzano per essere costantemente al suo fianco travestiti da uomo delle pulizie e da suo autista personale.

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Too big to fail (2011)

Nel 2008, in seguito al crollo della Bear Stearns, quinta società di credito bancario degli Stati Uniti d’America, anche la Lehman Brothers accusa profondamente gli effetti della crisi del mercato immobiliare e la bolla finanziaria sui mutui subprime.

Davanti al forte crollo delle proprie azioni, l’amministratore delegato della compagnia Dick Fuld anziché vendere, si nasconde dietro alla forza del proprio nome, impedendo sostanzialmente qualunque tentativo di svendita del gruppo. 

Nonostante i vani tentativi di salvare la compagnia attraverso l’intervento di gruppi stranieri o americani, nel settembre 2008 la Lehman Brothers dichiara bancarotta. 

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Margin call (2011)

Eric Dale, uno dei capi settore di una grossa banca d’investimento, viene licenziato in tronco.

Poco prima di andarsene riesce però a consegnare una chiavetta USB al giovane analista Peter Sullivan dicendogli di fare attenzione. Peter, dopo che i suoi compagni di lavoro sono usciti, scopre che i dati che emergono dai file di Eric dicono che la banca è vicina al tracollo.

Sullivan mette in allarme i suoi superiori e il management convoca nella notte una riunione di emergenza. Bisogna decidere in tempi rapidissimi il da farsi o il crollo dell’Istituto sarà verticale. Le scelte da compiere dovranno fare (o non fare) i conti con l’etica.

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Wall Street – il denaro non dorme mai (2010)

È il 2001 e Gordon Gekko esce dal carcere dopo aver scontato la pena per le frodi attuate a Wall Street ma nessuno lo attende fuori dal cancello.

È il 2008 e Gekko ha pubblicato le sue memorie e considerazioni sul passato e sul presente della finanza mondiale, intitolate “L’avidita è buona?”. Sua figlia, che non ha un buon rapporto con lui, ha una relazione con Jake Moore, giovane operatore di borsa sotto la supervisione dell’anziano Louis Zabel che crede nella possibilità di investire in un progetto finalizzato alla creazione di energia pulita.

Zabel viene però messo in gravi difficoltà dalla diffusione di voci finalizzate alla sua eliminazione dal mercato e non reggendo la pressione si suicida. Da quel momento Jake si avvicina a Gekko il quale vorrebbe poter tornare ad avere un dialogo con sua figlia.

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The big short – La grande scommessa (2015)

Nell’anno 2005 il mercato immobiliare americano appariva più stabile e florido che mai. Chiunque volesse chiedere un mutuo, meglio se a tasso variabile, era sostanzialmente certo di ottenerlo.

Per questo, quando Michael Burry si presentò in diverse banche per scommettere sostanzialmente contro l’andamento del mercato, nessuno gli negò la possibilità di farlo, e anzi gli risero alle spalle. Michael Burry, però, aveva visto quello che il mondo non vedeva ancora: una pericolosa e crescente instabilità del sistema, peggiorata dalla vendita incontrollata di pacchetti obbligazionari pressoché nulli, etichettati in maniera fraudolenta.

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The wolf of Wall Street (2013)

Siamo nel 1987 quando Jordan Belfort (Leonardo DiCaprio) è alla ricerca di un’opportunità nel mondo di Wall Street.

Viene assunto da Mark Hanna (Matthew McConaughey) della storica L.F. Rothschild, un esperto broker che racconta al giovane Belfort come cavarsela in un’arena competitiva come la Borsa di New York. Ma il 19 ottobre dello stesso anno l’indice Dow Jones registra un calo del 22,61 %, causando il fallimento della società gestita da Hanna.

Belfort, senza più un lavoro, risponde alla richiesta di un piccolo call center che vende penny-stocks, attirato dalla grande opportunità. Sfruttando le commissioni, che erano pari al 50 % del valore delle azioni acquistate, Belfort, grazie alle sue ottime capacità di venditore, comincia a guadagnare cifre che alla L.F. Rothschild erano irraggiungibili.

Il passaggio a una società propria, gestita con l’aiuto di due colleghi in affari è ormai prossimo. Persino la rivista Forbes arriva a definirlo The Wolf of Wall Street, e Belfort, affascinato dalla bellezza di Naomi Lapaglia (Margot Robbie) decide di separarsi da sua moglie, Teresa Petrillo (Cristin Milioti), per avviarsi verso la costruzione di un vero e proprio impero. Ma il repentino successo del giovane broker attira le attenzioni dell’agente FBI Patrick Denham (Kyle Chandler), curioso di scoprire ciò che realmente ha condotto Belfort sul tetto di Wall Street.

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Plus per i nostri lettori: Becoming Warren Buffett (2017)

Il documentario racconta la vita e la carriera di Warren Buffett, considerato l’investitore di maggiore successo e influenza del XX secolo. Nel documentario si ripercorrono l’educazione di Buffett, la sua grande dimestichezza con la matematica già da piccolo e il suo interesse verso gli investimenti.

Si sottolinea inoltre l’importanza che ha avuto Benjamin Graham nell’apprendimento e comprensione dei principi di investimento di Buffett. Nelle interviste sono presenti gli amici, la famiglia, tra cui la moglie Susan e il suo storico socio d’affari di lunga data Charlie Munger.