Cosa sono i beni rifugio - Quali sono i beni rifugio principali

Guide / di Lorenzo Ronchetti

Cosa sono i beni rifugio? Quali beni rifugio posso inserire all’interno di un portafoglio? Cosa comporta possedere questi tipi di strumenti?

In questo articolo cercheremo di dare una risposta a tutte queste domande, per dare un senso ai prodotti presenti in un classico portafoglio di investimenti; successivamente ci soffermeremo anche sul perché possono essere estremamente importanti in un portafoglio ben diversificato e come possono essere usati per la composizione di un portafoglio ben diversificato.

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Che cosa è un bene rifugio

Quando si investe il proprio capitale, generalmente ci si interroga su quale sia la migliore allocazione di prodotti finanziari. Spesso ci si focalizza su una serie di prodotti quali azioni o obbligazioni; ovviamente tutti i prodotti se scelti in maniera oculata vanno bene e sono corretti, ammesso che ci sia una logica accurata e pensata.

Oltre a tutti gli strumenti più classici sarebbe bene tuttavia conoscere anche il ruolo degli strumenti o beni rifugio. Questi beni possiedono un valore intrinseco che si mantiene abbastanza costante anche nei periodi di crisi o di incertezza del sistema economico.

Generalmente quando ci sono fasi di aumento dei prezzi e conseguentemente di inflazione allora questi beni possono tornare piuttosto utili.

come investire nei beni rifugio

Quando investire sui beni rifugio

Quando ci si trova in situazioni particolarmente turbolente e complicate di mercato, molto spesso i traders si focalizzano su beni rifugio.

Il valore di questi beni, infatti, tende a mantenersi piuttosto costante. Per via di questo motivo, quindi, in momenti di ciclicità avversa, c’è una corsa all’acquisto di questi beni come protezione dall’incertezza e dall’instabilità.

quali sono i beni rifugio

Quali sono i beni rifugio

Nonostante i beni rifugio tendono ad essere acquistati in maniera più importante durante i momenti di incertezza e ciclicità del mercato, questi hanno spesso un ruolo comunque importante o sono quantomeno presenti anche in portafogli tradizionali e impostati con un orizzonte temporale talvolta molto ampio.

Sebbene in misura differente, le asset classes che stiamo per vedere in dettaglio consentono una protezione del capitale da parte degli investitori e sono soggetti ad una grande e crescente domanda durante le fasi di down del mercato.

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  • L’oro

Come non partire citando forse il bene rifugio per eccellenza, senza dubbio uno dei più noti e tra i più preziosi elementi in natura.

In passato, durante l’utilizzo del Gold Standard come moneta di scambio, la valuta stessa aveva appunto un valore intrinseco derivante dalla composizione delle monete. Alcuni vantaggi di questo sistema erano legati fondamentalmente alla possibilità di avere cambi fissi della commodity in questione, dall’altro lato però lo svantaggio più grande era legato all’inefficienza, reale o potenziale dei deficit commerciali sullo scambio di merce tra Paesi.

Tolta questa piccola parentesi di economia monetaria di carattere storico, oggigiorno l’oro viene acquistato dagli investitori globalmente in quanto è una di quelle materie che garantisce una buona protezione dalle crisi. Anche altre materie prime quali ad esempio Argento, Rame e Platino vengono molto spesse tenute in considerazione e acquistate in maniera massiccia in situazioni di mercato instabile.

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  • I bond governativi (solo alcuni)

Tra i beni rifugio non annoveriamo solamente le commodity e quindi le materie prime, in quanto anche altri strumenti all’apparenza meno scontati rientrano in questa categoria.

I Titoli Governativi di Paesi con alti tassi di rating, infatti, rientrano pienamente in questa categoria in quanto l’acquisto garantirà verosimilmente rendimenti piuttosto bassi; tuttavia, il rimborso a scadenza (tendenzialmente si fa riferimento a titoli a scadenza decennale) è praticamente certo e quindi vengono considerati titoli sicuri, nonostante il rendimento sia piuttosto basso.

Gli investitori quindi, in fasi di profonda incertezza nel mercato preferiscono investire i propri risparmi in strumenti di questo tipo anziché non investire affatto nei mercati.

  • Il mercato valutario

Anche le valute dei Paesi più forti molto spesso seguono l’andamento degli stessi Titoli di Stato.

In questo senso quindi valute forti e Stati chiari e prevedibili a livello politico ed economico possono essere considerati dagli investitori come un bene rifugio in quanto verosimilmente non andranno a perdere di valore in maniera importante, quantomeno nel breve periodo. In questo senso, ad esempio, il dollaro americano o il franco svizzero risultano essere le due valute di riferimento come protezione da eventi economici incerti e ribassisti.

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  • Il mercato azionario che opzioni offre?

Se pensate che il mercato azionario per via della sua natura estremamente aleatoria e poco prevedibile, oltre che spesso altamente influenzabile e manovrabile, non possa fornire alcuni strumenti di protezione adeguati in caso di fasi cicliche ribassiste o di notevole incertezza globale dei mercati e dell’economia, vi sbagliate, non è così.

Esistono infatti alcuni titoli di società quotate in borsa che non risentono o addirittura migliorano i propri profitti e i propri utili in fasi di mercato decrescenti. È questo il caso di società che si occupano della produzione e quindi commercializzazione di quei prodotti noti come anticiclici. Rientrano in questa categoria i prodotti di prima necessità e per i quali le persone non rinunciano neanche in fase di crisi profonda.

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  • Criptovalute beni di rifugio?

Difficile a dirsi; sicuramente questo discorso di bene rifugio non può valere per tutte le valute digitali in primis e inoltre, la natura estremamente volatile dell’asset stesso non rende un perfetto bene rifugio.

Tuttavia potrebbe funzionare da strumento a livello di protezione per fare dell’hedging come viene normalmente fatto con strumenti più noti anche se notevolmente complicati quali ad esempio futures o forward. Di fatto negli ultimi anni si è assistito ad un sempre crescente utilizzo e speculazione sul fronte delle valute digitali tanto che non sono di fatto più possibili da evitare e comunque giocano un ruolo importante nel mercato in quanto la capitalizzazione di alcune di loro, oltre ai volumi scambiati sono ben lontane dal poter esser ignorate.

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Lati positivi e negativi dei beni rifugio

Quando le fasi economiche sono complicate ed è difficile gestire e ribilanciare il proprio portafoglio ecco che allora i beni rifugio possono arrivare in soccorso degli investitori.

Nonostante i beni rifugio siano tendenzialmente detenuti o acquistati in maniera massiccia in fasi complesse del mercato, questo non toglie che possano essere posseduti in portafoglio anche in fasi di mercato meno turbolente.

D’altro canto è necessario rendersi conto che strumenti di questo tipo sono generalmente poco redditivi in quanto non godono in modo così importante della componente che rende uno strumento particolarmente redditizio, ossia la volatilità.

È infatti sulla variazione di prezzo, specie quando si tratta di oscillazioni importanti, che è possibile riuscire a guadagnare in maniera più importante, queste situazioni di grande volatilità dei mercati, infatti, danno modo di dare origine alla speculazione finanziaria.

Conclusioni

Come sempre quando si investe è bene ricordarsi che la diversificazione è uno dei pilastri fondanti di un portafoglio ben bilanciato e ben strutturato, che possa tenere in considerazione di tutta una serie di fattori in modo tale da mettersi al riparo dalla ciclicità.

Andrebbero calcolati differenti parametri, dal rischio che si è disposti a correre, ai massimi drawdown di mercato di quella specifica asset class, i possibili rendimenti attesi e tutto quanto un investitore ritiene opportuno controllare e verificare prima di investire i propri risparmi. Sarebbe inoltre positivo includere nella propria composizione di portafoglio anche una quota più o meno grande di beni rifugio che consente all’investitore di stare al riparo almeno parzialmente in fasi di mercato turbolente e in ogni caso consentono una protezione discreta e un certo margine di sicurezza, come visto, nelle fasi concitate di mercato ma non solo.